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Catinaccio. Regno di guglie e di leggende

Antonio Bernard

Dalle vie dei pionieri che le salirono a cavallo del secolo, agli itinerari più moderni. Facili e difficili, semplici e complessi. Ogni itinerario è descritto da uno schizzo tecnico a due colori e da un tracciato su fotografia. Sono presenti inoltre indicazioni su orari, difficoltà, accessi, discese, materiale necessario e punti dappoggio.

Il Catinaccio, Rosengarten in tedesco, era infatti il regno di re Laurino e sede del suo magnifico roseto. Più bella del roseto era solo sua figlia, Laurina. Attratto dallo spettacolo delle rose, il principe Latemar decise di avvicinarvisi, ma vide Laurina e se ne innamorò perdutamente, portandola via con sé. Le leggende costituiscono una delle più sane ricchezze della letteratura e in esse confluiscono e si fondono storia, fantasia, passione, fede di un popolo in cui ambienti e personaggi pur cogliendo l’essenziale, danno vita a momenti di una potente forza rappresentativa che fanno delle leggende dolomitiche un qualcosa di unico e molto pregevole. È fuori dubbio che le leggende sono ancorate

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8827211497 ISBN
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Note correnti

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Sofi Voighua

Teodorico accettò, considerando una facile l'impresa di penetrare nel regno dei nani per liberare la fanciulla, pur sapendo che Laurino era in possesso di arti magiche, quali una cintura che gli dava la forza di dodici uomini, una corazza impenetrabile e il cappello che lo rendeva invisibile, grazie al quale aveva appunto rapito la fanciulla. Tra le leggende più famose delle Dolomiti troviamo sicuramente quella di Re Laurino, un racconto che si racconta da generazione in generazione da ormai parecchi anni. La storia si pone anche l'obbiettivo di trattare sul discorso dell'enrosadira, ovvero il fenomeno per cui la maggior parte delle cime delle Dolomiti assumono un colore rossastro, che passa gradatamente al viola, soprattutto all

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Mattio Mazio

Gruppo: Catinaccio – Cima: Croda di Re Laurino. Via: Aliossa - Versante: Parete Ovest. Aperta da: E. Filippi – S. Sette (1992) Relazione utilizzata: Bernard A. “Catinaccio regno di guglie e leggende” Ed.. Mediterranee, 1996. Commento: M. Scuccimarra (2013) Se avete voglia di coccolarvi, mi sentirei di consigliarvi proprio questa via sulla Croda di Re. Laurino.

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Noels Schulzzi

“Catinaccio” nasce dalla parola ladina “ciadinàc”, che significa conca di ... e sollevò critiche, la scalata della "Guglia De Amicis" (così battezzata da Piaz, ...

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Jason Statham

14 feb 2017 - Una delle più suggestive leggende delle Dolomiti, spiega perché queste montagne, al tramonto si tingono di rosa. Secondo questa Ecco perché in tedesco il Catinaccio si chiama Rosengarten, cioè Giardino delle Rose appunto. Questi decise allora di partecipare comunque, ma come ospite invisibile. La leggenda di Re Laurino. Chi ha mai guardato il Catinaccio all'ora del tramonto, si sarà indubbiamente chiesto come mai questa montagna si colori come un giardino di ineguagliabile bellezza.. Ai tempi in cui nelle Dolomiti vivevano ancora giganti e nani, il Catinaccio (chiamato anche "Giardino delle rose") era il regno di Re Laurino, sovrano di un popolo di nani.

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Jessica Kolhmann

La Leggenda di Re Laurino Secondo questa leggenda, sul Catinaccio, laddove oggi si intravvede fino a primavera inoltrata una grande chiazza di neve racchiusa in una sorta di catino, si adagiava una volta il giardino di rose di Re Laurino. Ecco perchè in tedesco il Catinaccio si chiama «Rosengarten», cioè Giardino delle Rose appunto. La leggenda narra che… Re Laurino regnava su un popolo Era così innamorato di quella ragazza che, con un incantesimo, ricoprì la montagna di un bellissimo manto di rose rosse (non a caso in tedesco il Catinaccio è conosciuto col nome di “Rosengarten”). Il re dell’Adige però non restò con le mani in mano e con il suo esercito marciò verso il regno di re Laurino, deciso a liberare sua figlia.